venerdì 17 dicembre 2010

"Non voglio che Clara si sposi."



GRUPPO: "NON VOGLIO CHE CLARA" - ALBUM: "DEI CANI" (2010)


"Non voglio che Clara", ricercata band bellunese, fa originare il suo nome da una frase: "Non voglio che Clara si sposi",  tratta dal noir "La Prosivendola" di Daniel Pennac, che si presta direttamente a esplicitare il travaglio interiore dell'uomo immerso in una vita gonfia di sentimenti.
Da "Hotel Tivoli" (2004) è passato molto tempo e un gruppo per definizione Pop - non per determinazione e portata dei loro lavori - potrebbe aver cambiato molto, essersi avvicinato a più semplici e piacevoli possibilità di ascolto, con scelte musicali facili; ma ciò non è accaduto per i "Non Voglio Che Clara".
Come per il loro primo album ("Hotel Tivoli"), questo gruppo senza tradire se stesso si è ritrovato nel 2010 a pubblicare un'altra opera "Dei Cani" in cui vengono descritti campi infiniti, distese immense di emozioni, che, con le loro canzoni, fanno perdere lo sguardo del cuore fino all'orizzonte.
Da un lato appunto i motivi terreni  che tendono a contraddistinguere l'esistenza umana de "Il dramma della gelosia" e di angolazioni tetre, aride di sentimenti che non riescono ad andare oltre "le fiamme dell'habanera".
Fiamme spente improvvisamente, grazie alle più leggere e dinamiche sonorità dell'altro risvolto dell'album dei Non Voglio Che Clara in cui l'animo Pop esce fuori facendo ben sperare in una diversa e positiva prospettiva.
Perché nella vita mi posso sentire "L'inconsolabile"  e dire che "forse mi perderò", ma si può anche, con il pianoforte e la chitarra acustica che scandiscono ogni traccia di questa band, trovare la strada verso un cielo migliore che porterà a sorridere riguardo a un tempo che scorre in maniera dannatamente veloce, ed in questo contesto ci si farà facilmente trasportare da emozioni che navigano ne.."Gli anni dell'università" pensando a... "Gli Amori di Gioventù".
"Era nei piani, era un rischio in fondo da correre" quello di un nuovo album che risulta però funzionante perché riesce concretamente a trasportare "i nostri cuori affaticati".
"Dei Cani" è l'affermazione tangibile che i Non Voglio Che Clara sono riusciti nella loro carriera ad evolvere e migliorare i loro lavori senza modificare obiettivi e portate contenutistiche.
E se "sembra che non ti appassioni nemmeno più alle canzoni" ["Secoli"] allora ascoltando questo album verrà la fame di una conoscenza più approfondita degli eccellenti lavori di Fabio De Min, Stefano Scariot, Matteo Visigalli, Igor De Paoli, Marcello Batelli, veri professioni nell'arte di emozionare.

Alessandro Tedesco

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