domenica 12 dicembre 2010

Recensione de "Il Genio". Dosi irregolari di miele del duo electro-pop.


GRUPPO: "IL GENIO" - ALBUM "IL GENIO" (2008)

Il Genio è un gruppo pop?
Il Genio, non riesce ad accostarsi alle scelte sonore di tanti altri gruppi pop, fondamentalmente non è "Pop(ular music)", perché il loro Easy Listening non è certo frequente nelle canzoni di gruppi concretamente pop che vanno avanti con dischi venduti alle masse in quantità industriali.
Il loro primo ed omonimo album ("Il Genio" 2008) si rivela di una dolcezza poco scontata, contenutisticamente sono numerosissime le ambivalenze nei loro testi: perché se "Pop Porno" è una canzone d'amore allora l'amore è una farsa, e forse lo è.
E le ambivalenze semantiche continuano in versi tremendamente significativi come "Notte che non ti ho vista, notte tempo ti ho vista sei tu" in cui ci troviamo sicuramente davanti ad una divergenza di pensiero ricorrente in ognuno di noi e che può sorgere ripensando ad un'esperienza trascorsa di notte in assenza della massima lucidità, essa fa parte della categoria del "sai di fragilità" ricollegabile chiaramente alla traccia "Tutto è come sei tu", descrizione perfetta di dubbi interiori che possono e devono sorgere nel risveglio di qualsiasi uomo dopo una notte già archiviata.
Tutto è così più chiaro: le sonorità ed il timbro vocale di Alessandra Contini ed il suo binomio con Gianluca De Rubertis (binomio musicalmente esplicito in "Fortuna è sera") fanno si che "non è possibile che l'uomo sia andato sulla Luna",di conseguenza più concretamente parlando riescono con i loro brani a trasportarti in una realtà diversa.
Ti accorgi "divorando" di ascolti "Il Genio" che ciò che più riempirà il tuo essere interiore è "A questo punto" da ascoltare tutta d'un fiato e senza interruzioni ed il suo verso "ti ho risposto a quasi tutto" riesce a ripercorrere l'iter sentimentale di ogni uomo.
E "a questo punto ti dirò cosa ne penso..", tanto per continuare a citare questa dannata sesta traccia:
le canzoni de "Il Genio" sono dosi irregolari di miele.
Dosi irregolari di miele difficilmente riscontrabili in altre "zone musicali".
Musica da ascoltare in apnea ripercorrendo la propria quotidianità.

E se dal punto di vista meramente descrittivo, manualistico, non avrete avuto una chiara descrizione de "Il Genio" allora state a sentire che:
"le parole ti dirò meglio inerenti al mio discorso sono frasi fatte apposta per dimenticare un testo."
Questo è "Il Genio", disegno incantevole, evanescente della realtà.
"Fortuna che c'è un'ora in cui è sera, fortuna è sera ormai."

Un saluto,
alla prossima recensione.
Alessandro Tedesco

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