sabato 8 gennaio 2011

Gli orizzonti sconfinati dell'underground italiano.



BAND:" MOTEL CONNECTION" - ALBUM: "SANTA MARADONA -O.S.T." (2001)

Nelle brevi pillole di questo spazio di musica alternativa italiana non era ancora stata fatta menzione di musica elettronica. Come può nascere un gruppo di elettronica in Italia? Una band del genere non avrebbe di certo l'appoggio di note etichette discografiche che puntano solo a presentabili ragazzini dal bel viso capaci di emanare ai più dolci parole d'amore; ed è dunque ad un gruppo come i Motel Connection (Samuel, cantante dei Subsonica; Pierfunk, ex bassista dei Subsonica; e PistiDJ "compare underground" dei due) che va attribuito un progetto davvero originale nel panorama alternativo italiano e che sarà in grado di funzionare sicuramente anche grazie all'attenzione suscitata dal film di Marco Ponti, "Santa Maradona" appunto, dalla qualità inopinabile e la cui colonna sonora è firmata proprio dallo splendido esordio dei Motel Connection.
Sin dal notissimo singolo "Two" si denota un attenzione maniacale per scelte sonore e riff ben inseriti nei giusti frame delle canzoni e sarà questa la canzone che lascerà per sempre il segno alla mente dei fan con le perforanti parole di Samuel sussurranti "feel the sound that shine".
"The light of the morning" ci sveglia dall'atmosfera decisamente incantata di Two e lascia entrare in maniera più concreta gli strumenti, nell'architettura musicale di questo sound potremo riconoscere e facilmente lasciarci emozionare dalla chitarra che apre il fuoco della canzone e che la tradurrà come un esordio, mattutino appunto, di ripetitività quotidiana. Attraverso "Load" si ha il massimo della saturazione dei suoni, gli effetti vengono utilizzati in maniera costante e l'aritmicità di batteria e bassi costruiscono una canzone dai bpm con prepotente volontà fuggire dalla lentezza del resto della realtà. Dopo tanta velocità e frenesia è "Lost" a riportare sulla terra con cadenze decisamente più regolari e voci più umane l'uditore che aveva perso la umana condizione dopo le tre canzoni emblematiche e già descritte che hanno caratterizzato storicamente l'album e l'omonimo film. L'ondata di pura energia sarà poi quella trasmessa da "All Over": la musica accompagna un Samuel totalmente ispirato mentre Pierfunk farà letteralmente decollare un giro di basso di altissimo profilo, nota dopo nota questa traccia si rivelerà un'ascesa verso altre dimensioni sonore.
L'atmosfera che può creare una canzone sarà poi chiaramente esplicitata in "Fresh'n'up" una miscela d'immobilità e commistione di suoni difficilmente replicabile in lavori futuri.
Il pregiato trittico parafrasato nelle tracce di "Moonflower", "DbVolante" e "V-Brain" saranno in grado di sezionare la mente dell'ascoltatore, che nella più totale assuefazione di suoni a tratti inquietanti ma spesso carichi di stampi innovativi in grado di rilevare letteralmente cosa è in grado di generare l'underground italiano che cresce.
I Motel Connection sono l'intuito e la capacità di riuscire ad affermarsi in campi difficilissimi da affrontare per artisti con scarsa creatività: Samuel, Pierfunk e Pisti Dj sono riusciti a portare sui palchi di tutta italia musica elettronica, da club, a persone che probabilmente prima di questa occasione neanche la conoscevano.
I Motel Connection sono l'espressione dell'ottima riuscita di un'organizzazione indipendente e derivante dall'underground italiano, in questo caso torinese, che se supportata è in grado di produrre enormi risultati.

Alessandro Tedesco

3 commenti:

  1. Ti butto giù un po' di osservazioni squinternate.
    La prima è banale quanto Colorado Cafè: il testo di "Two" recita "feel the sun" e non "feel the sound".
    Rimanendo nel tema del post, non ascolto quest'album (e i Motel in generale) che saranno un paio d'anni. Tuttavia, mi sento di poter confermare tutto quello che hai scritto a riguardo (basandomi su un gusto personale, of course).
    Ottima recensione; mi piace il modo che utilizzi per descrivere i pezzi e le sensazioni che essi provocano, soprattutto perchè lo fai in modo "semplice" e facilmente assimilabile, distaccandoti da quel tipo di critica che a volte è troppo satura di tecnicismi (della serie "non capisco perchè hanno inserito un FA bemolle in quel riff" - puzzasottilnaso style).
    Per il resto hai già detto tutto alla perfezione. Chapeau.

    Digressione: ogni volta che penso ai Motel Connection (o ai Krakatoa) mi mordo i gomiti pensando al fatto che a Roma si fanno vedere spesso e a intervalli regolari, e io in cinque anni che sto qui non sono mai andato a sentirli. Furbo.

    Chiudo il mio commento sentenzioso con alcuni appunti sul blog, in generale:

    - Grazie, grazie, grazie, grazie infinite per il tuo scrivere in modo corretto. Dico sul serio.
    Forse a volte sei un po' licenzioso, ma la cosa è piacevole e si sposa bene con i concetti che esprimi.

    - A livello contenutistico sei leggermente troppo estasiato. Nel senso, capisco che ti piaccia tutto quello di cui parli (altrimenti non ne parleresti, guardampò), ma una frecciatina qua e là penso ci possa stare.
    L'anno scorso lessi un paio di recensioni su un gruppo di un mio amico di Terni. Li smerdarono senza troppi complimenti, con robe del tipo "suonano pezzi nuovi quanto i triceratopi", et similia.
    Voglio dire: spesso capita di imbattersi, all'interno di un album, in pezzi che si fa fatica ad ascoltare. Di quelli che dici "questo l'hanno messo giusto per riempire". Ecco, qualora ciò succedesse, sottolineare anche "il brutto" non fa mai male. Penso sia un buon modo per estorcere curiosità, più di quanto non si faccia con le cose belle.

    Spero di non essere stato troppo distruttivo.
    Se sì, la prossima volta vedrò di fare peggio.

    No, scherzo.
    Ciao Alex. Keep in touch.

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  2. Un album e un dvd che conservo gelosamente originali, li dove si mettono i libri fighi! Bravo Ale, un album che cambiò un pò il modo di fare musica...l'avanguardia dell'artista.

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  3. Grazie dei commenti...
    Accetto alla grandissima difetti e pregi che vengono evidenziati...
    Però caro il mio Enrico ora devo farti una velenosa osservazione!!! All'ultimo ritornello "Two" recita proprio "Feel the sound"!
    Galeotta fu la banalità da Colorado Cafè per te!
    Il margine di errore su questo campo è davvero basso per me...
    L'osservazione finale è però un ringraziamento enorme ad un commento così ben argomentato... alla Enrico che conosco insomma..
    BELLA!

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